STRATEGIE DI APPRENDIMENTO

Come imparano le persone? Quali sono le condizioni ideali per l'apprendimento informale? Ma soprattutto cosa possiamo imparare
al museo?

Persone che camminano in un museo ascoltando un'audioguida

COSA HAI IMPARATO OGGI?

Valutare quel che le persone imparano al museo è complesso: di certo è sempre bene ricordare che non si tratta mai solo di saperi o competenze.
Un modello di riferimento molto diffuso è il cosiddetto Generic Learning Outcomes, di riferimento nel Regno Unito, secondo il quale fra gli apprendimenti possibili al museo è sempre opportuno considerare aspetti quali il piacere, l'ispirazione e la creatività ma anche le attitudini e i valori personali, o persino il comportamento. Ad esempio, dopo una visita al museo potremmo sentirci più propensi a tornare (oppure no), decidere di leggere un libro o scegliere di scrivere testi più lineari facendo maggiore attenzione alla loro accessibilità: una serie esempi che ci mostrano concretamente come la visita possa influenzare il nostro modo di agire.
Il museo è uno spazio in cui impariamo in modo informale: un apprendimento diverso dunque da quello a cui diamo forma scuola, perché perlopiù destrutturato e senza chiari obiettivi, spesso non pianificato ma autoregolato da parte di chi impara. 

IL RUOLO ATTIVO DEI VISITATORI

Perché l'apprendimento al museo possa essere efficace, secondo diversi autori (fra i quali la più nota è probabilmente Eilean Hooper Greenhill) il museo è da intendersi come un mezzo e i visitatori come i suoi inevitabili interpreti.
I pubblici, infatti, ricevono o rifiutano qualsiasi comunicazioni esplicita o implicita e sulla base di chi sono in quel momento e della propria esperienza di vita assegnano

significati propri. Valorizzare questo ruolo e addirittura sollecitare le persone nella formulazione di opinioni personali (ad esempio tramite domande aperte) rafforza la relazione fra il museo e i suoi destinatari supportandone il dialogo anche fra gli stessi visitatori.

L'APPRENDIMENTO COME FLUSSO

Come scrivono Csikszentmihalyi e Hermanson in un testo ancora oggi considerato chiave - Intrinsic Motivation in Museums: Why Does One Want to Learn? del 1995 -l’esperienza di flusso (flow experience) è quell’esperienza ottimale che consente al visitatore di sentirsi completamente coinvolto nel percorso di visita e dunque di imparare in modo efficace: ad esempio, è quello che succede quando ci capita di immergerci completamente in un film che ci appassiona.
Fra gli aspetti necessari all’attivazione del flusso andrà considerata una corrispondenza fra competenze dell’individuo e le azioni richieste (onde evitare la noia o al contrario l'ansia) oltre a obiettivi chiari e regole definite, immediati feedback non ambigui, uno stato mentale positivo, il senso della scoperta e della sfida ed infine - sempre - la motivazione intrinseca. 

FACILITARE

Mettere a fuoco come funziona l'apprendimento dei visitatori significa capire quando e dove è meglio collocare una seduta in un museo ma anche come strutturare una formazione su Zoom. Si tratta dunque di ragionare sull’ordine delle informazioni, sugli elementi di disturbo e attrazione, sulle relazioni fra motivazione e apprendimento; sui principi chiave che guidano e interrogano costantemente la nostra attenzione e comprensione. 

QUESTO TEMA TI INTERESSA?

Potresti allora leggere online questo articolo di John Falk, “Understanding Museum

Visitors’ Motivations and Learning”: un testo di riferimento che sintetizza il pensiero dell'autore pubblicato in Museums Social Learning Spaces and Knowledge Producing Processes, 106–33. Copenhagen: Kulturstyrelsen - Danish Agency for Culture, 2013.