SOCIAL DESIGN E PSICOLOGIA DEI VISITATORI

Occuparsi di visitatori significa anche occuparsi di psicologia e delle ragioni che stanno alla base di alcuni comportamenti ricorrenti: conoscerli e poterli in parte prevedere è possibile grazie ad un settore di ricerca di vivace sperimentazione, eppure ancora poco diffuso in Italia.

Sala di un museo con l'uscita ben in evidenza

OSSERVARE E RISPONDERE AI BISOGNI

Gli studi sui visitatori includono molte discipline diverse, fra cui la psicologia ambientale e il social design. Se la prima si riferisce ad un'ambito nato per comprendere i motivi che spingono le persone a compiere determinate scelte all'interno di uno spazio (fisico o digitale), il social design è invece un metodo utile a definire progettazioni che rispondano in modo puntuale ai bisogni.
Molti dei principi alla base di questi campi di indagine trovano applicazione anche nella sfera dello user-design e dell'accessibilità e sempre maggior comprensione disciplinare anche nel solco della museologia.

ALCUNI ESEMPI

Più l’uscita del percorso è visibile, minore sarà il tempo di visita 
(Arthur Melton, 1935)

Le prime indagini svolte nei musei prendono avvio agli inizi del XX secolo negli Stati Uniti e sono dedicate a comprendere come i visitatori si muovano nello spazio. Secondo Melton, psicologo ambientale, quando l'uscita di un percorso è ben visibile fin dall'ingresso i visitatori ne risultano naturalmente attratti, abbreviando il tempo della loro percorrenza nelle sale. Ovviamente sono molte le variabili in gioco (prima fra tutti la motivazione e l'interesse specifico) ma si tratta comunque di un'osservazione che, a dispetto del tempo trascorso dalla sua scoperta, è tuttora ritenuta valida.

Elementi grandi e vividi diventano capisaldi di una mostra
(Weiss e Bourtourline, 1963)

Passeggiando per le sale di un museo, non tutti gli oggetti hanno lo stesso peso percettivo: ad esempio, certi elementi più grandi o vividi si trasformano facilmente nei capisaldi più memorabili e intorno ai quali, probabilmente, trascorreremo più tempo.
 

La sala di un museo con evidenza la sagoma di un grande an

Uno stesso oggetto ripetuto produce saturazione
(Stephen Bitgood, 2011)

Stephen Bitgood è uno dei massimi esperti di social design. Psicologo, ha una lunga esperienza di ricerca in area museale: secondo i suoi studi, uno stesso oggetto ripetuto più volte causa saturazione cognitiva, facendo venir meno la nostra attenzione.
Una considerazione che può essere facilmente testata anche in altri contesti, ad esempio ripercorrendo mentalmente una presentazione con le slide tutte uguali o una voce monotona a presentarle.

Una serie di busti romani di cui uno indossa una parrucca arancione