STUDI SUI VISITATORI

Gli studi sui visitatori sono un settore di ricerca nato per comprendere i comportamenti, le attitudini, gli interessi, le motivazioni e le modalità di apprendimento dei visitatori all’interno dei musei: hanno dunque a che fare sia con la ricerca, sia con la valutazione.

La sala di un museo tradizionale con numerosi visitatori al suo interno

L'ESPERIENZA DEL VISITATORE

Quando parliamo di visitatori parliamo soprattutto della loro esperienza al museo.
Un modello fra i più noti ed efficaci per analizzarla è probabilmente quello elaborato da Falk e Dierking (2013), esperti di studi sui visitatori, che inquadra la visita museale nel solco di fattori di tipo personale, di contesto e relazionali. In altre parole,  la visita al museo non potrà mai essere buona o cattiva in termini assoluti ed è bene ricordarsi che gli elementi che concorrono alla sua qualità percepita sono numerosi e spesso sovrapposti.

Una serie di sculture dell'antica Grecia e alcuni visitatori
 FATTORI RELAZIONALI 
Esempio: Come cambia la mia esperienza di visita al museo se ci vado da solo? E con mia nonna? Con il fidanzato?
 FATTORI PERSONALI 
Ese: Come mi sento? Quanto ne so già di storia dell'arte? Sono un visitatore abituale dei musei? 
 FATTORI DI CONTESTO 
Ese: Il museo è accessibile?
Il personale di sala è disponibile e gentile?

UN APPROCCIO CONDIVISO

Si parla sempre più spesso della necessità di collocare i visitatori al centro: ma cosa significa nella pratica? In sostanza ci riferiamo alla possibilità di mettere a fuoco i bisogni, i desideri, le aspettative, le motivazioni di persone e gruppi sociali diversi tali per cui le esperienze e le proposte non siano concepite avendo come riferimento un solo modello di visitatore.
Affinché questo approccio possa condurre alla progettazione di esperienze efficaci  è importante ricordare la necessità di condividere saperi che informano l'accessibilità, le modalità di apprendimento e comunicazione con tutto il personale del museo, forti di obiettivi generali condivisi.

IN ALTRE PAROLE

Gli studi sui visitatori nascono negli Stati Uniti all'inizio del XX secolo, nell'applicazione
al museo degli studi di psicologia ambientale. Ad oggi, quantomeno in Italia, non sono molto diffusi ma rappresentano un prerequisito chiave per instaurare un dialogo proficuo con i pubblici.
I Visitor Studies si suddividono tradizionalmente in due ambiti principali dediti alla ricerca e all valutazione: la ricerca consente di ragionare su ipotesi generali e teorie - riferite soprattutto al comportamento dei visitatori, così come per il social design e la psicologia dei visitatori - mentre la valutazione pone domande. In altre parole, gli studi in essere ci consentono di poter intuire come si comporteranno i visitatori in un dato contesto e anticiparne i bisogni sul piano della progettazione, mentre la valutazione ci permette di testare l'efficacia e implementare le proposte esistenti: un circolo virtuoso davvero proficuo!


 

BENJAMIN GILMAN, 1916

Nel 1916 Benjamin Gilman pubblica sul The Scientific Monthly un articolo intitolato "Museum Fatigue": il pezzo approfondisce per la prima volta il concetto di fatica museale, ed è corredato da una serie di fotografie in cui lo stesso studioso sperimenta l'inutilità di certi sforzi cognitivi cui siamo sottoposti al museo ogni qualvolta che oggetti e didascalie sono collocati nello spazio senza senza seguire precisi criteri. I Visitor Studies nascono così, immedesimandosi nei bisogni, come in questo caso. L'articolo è integralmente consultabile a questo link.